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Irlanda dell’Ovest, un piccolo vademecum

DOVEROSA PREMESSA: eviterò di pubblicare le sviolinate depresse che ho annotato sul mio taccuino di viaggio l’ultimissimo giorno, quello del ritorno, perché quando sono depressa scado nel tendenzialmente melodrammatico, quindi… Anche no.

Dell’Irlanda, #giorno8 vi basti sapere che si è conclusa con un atto di gentilezza: un passaggio estemporaneo di una simpatica sconosciuta (tale Fidelma) che ha caricato noi e il bagaglio sulla sua auto per portarci alla stazione dei bus.

Ciò detto, cercherò in questo post di dare alcune informazioni pratiche che, forse, potranno aiutare altri aspiranti Irish travellers che, come noi, vogliono andare alla scoperta di questo magico Paese.

AEROPORTO

Noi siamo low cost (versione inglese di “squattrinato”), quindi abbiamo scelto voli low cost… Che poi low cost non erano mica tanto, dato che era la settimana di Ferragosto. Comunque: con la compagnia del signor Ryan potevamo atterrare a Dublino o a Knock, illustre paese sconosciuto della contea di Mayo. Noi abbiamo scelto la seconda opzione, giungendo dopo due ore e mezza di volo al West Ireland Airport Knock (QUI il sito).

Aeroporto di Knock

Aeroporto di Knock

  • Lati positivi: è un aeroporto decisamente minuscolo, con soli quattro gates, il che rende tutte le varie trafile molto più veloci. Inoltre vi si respira una sorta di atmosfera domestica piacevole: persino il tizio alla dogana che controllava i documenti sembrava più che altro un vecchio nonno bonario e ridanciano.
  • Lati negativi: la TASSA PER LO SVILUPPO. La classica cosa che non trovi scritta da nessuna parte e che scopri solamente dopo, quando devi ripartirePraticamente, ogni passeggero in partenza da Knock deve pagare 10 euro di “tassa per lo sviluppo” dell’aeroporto, che è un po’ quello di riferimento per tutto il Nord-Ovest dell’Irlanda e se chiude sono cavoli per tutti. Il problema non sono i dieci euro, però sarebbe stato carino saperlo prima. Altro lato un po’ negativo è che si tratta davvero di un aeroporto “in tata malora”, per dirla alla bergamasca, cioè ci vogliono quasi due ore di pullman per arrivare a Galway.

 

Per andare dall’aeroporto a Galway si prende il bus 64 della compagnia Bus Eireann: c’è la pensilina proprio fuori dall’aeroporto e l’attesa sarà l’occasione perfetta per iniziare a familiarizzare con il vento gelido dell’Irlanda.

Il biglietto corsa singola per Galway costa 12,5€ e lo si può comprare direttamente dal conducente (vi ricordate la mia figuraccia? 😀 )… Ma se ripartirete ancora da Knock, vi conviene prendere subito andata e ritorno: risparmierete un paio di euro a testa (totale: 22,5€ a testa, invece che 25€). Non è molto, ma è sempre meglio saperlo.

SPOSTAMENTI e MEZZI PUBBLICI

Non pensate di prendere il treno: ce ne sono pochissimi e non sono molto convenienti. Molto meglio il pullman: la compagnia nazionale si chiama Bus Eireann (QUI il sito), ma ci sono anche altre compagnie, ad esempio la Irish CityLink (QUI il sito).

Le strade irlandesi sono affascinanti strisce strette e ondulate che attraversano la campagna. Affascinanti, ma se avete appena mangiato forse non lo sono così tanto.

 

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E’ comunque un ottimo modo per iniziare a farsi l’occhio sull’irish landscape e sui paesini dell’entroterra, con le loro vetrine colorate e insegne caratteristiche.

 

I biglietti si possono SEMPRE fare direttamente sul pullman e questo è un segno di civiltà che porta l’Irlanda avanti anni luce dalla vecchia e scalcagnata Italia.

Tuttavia, i trasporti sono un po’ più cari che da noi: a Galway una corsa singola costava 1.90€, contro l’1.50€ di Milano.

C’è anche da dire che, almeno a Galway, le distanze cittadine non erano così ampie da impedire salutari e piacevolissime camminate.

ALLOGGIO: SANTI BED AND BREAKFAST

Non so come siano gli alberghi o gli ostelli, ma se si vuole “vivere” sulla pelle la vera ospitalità irlandese credo sia meglio optare per i BED & BREAKFAST: ce ne sono moltissimi, da quelli più professional a quelli più casalinghi, perché sfruttare l’onda del turismo per molti irlandesi ha significato aprire le porte delle proprie case ai visitatori.

E diciamocelo: l’ospitalità irlandese è squisita.

  • Costo: una stanza doppia e “en suite”, cioè con il bagno in camera, costava mediamente sui 35€ a testa a notte. Sia a Galway che fuori: inizialmente pensavamo di alloggiare a Doolin, nella contea di Clare, e il prezzo non cambiava (in tal caso, stanza vista oceano!). Se il soggiorno è lungo, però, il prezzo può scendere.
  • Breakfast: la Irish Breakfast è da provare, almeno una volta: ne vale la pena, anche solo per toccare con mano cosa significhi l’espressione “alcuni popoli non mangiano, si nutrono e basta”. Battute a parte, praticamente tutti i B&B danno la possibilità di scegliere tra Irish breakfast e continental breakfast, che altro non è se non la colazione come la conosciamo noi: cereali, yogurt, pane tostato con burro e marmellata, tè o “caffè”, panini.
B&B Trieste, Salthill

B&B Trieste, Salthill

Ciò detto, se qualcuno volesse alloggiare a Galway, e precisamente nel quartiere di Salthill, mi permetto di consigliare il B&B dove abbiamo alloggiato noi: gli  faccio volentieri pubblicità, perché ci siamo trovati talmente bene che la pubblicità se la merita tutta.

Si chiamava Trieste Bed and Breakfast (QUI il sito) e la proprietaria, la signora Mary Barry, era una ridanciana e simpatica signora di mezza età, pittrice amatoriale e ospite stupenda. Inoltre il Bed and Breakfast era confortevole, pulito e in una zona tranquillissima.

Nota di colore: chiedete a Mary come mai ha scelto il nome “Trieste” per il suo B&B! E’ una storia personale e romantica, e la racconterà volentieri 🙂 vi lascio la sorpresa!

PER VEDERE IL CIRCONDARIO…

 

Burren e Connemara

Se non si ha la macchina o la bicicletta – che garantiscono una certa libertà di “esplorazione” – ci si può affidare o alle tratte locali della Bus Eireann (vedi sopra!) oppure alle compagnie che organizzano tour giornalieri nel Connemara, nel Burren, alle Cliffs of Moher o alle Aran: ce ne sono parecchie e hanno tutte più o meno lo stesso costo. Inoltre, sono usatissime anche dai giovani quindi… Nessun timore di trovarsi circondati da pensionati in gira fuori porta 😀

Noi abbiamo scelto Lally Tours (QUI il sito), ma ci sono anche la Galway Tour Company (QUI il sito) e la Healy Tours (QUI il sito). Sia la struttura dei viaggi che le modalità sono più o meno le stesse per ogni compagnia.

 

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  • Costo: il costo medio per un tour giornaliero è di 20€, che scende a 16€ per gli studenti. Prenotando però online e scegliendo due tour della stessa compagnia, si ottiene un piccolo sconto. Nel prezzo del tour sono esclusi il pranzo e eventuali ingressi extra, sebbene talvolta ci siano sconti per alcune compagnie (ad esempio, l’ingresso alla Aillwee Cave costava 12€, ma la convenzione con la Lally Tours ha fatto sì che pagassimo 5€).
  • Lati positivi: si risparmia: se si volesse fare un giro analogo, ma usando i mezzi pubblici anziché i tour organizzati, il costo dei biglietti sarebbe molto più alto. Inoltre questi tour danno la possibilità di visitare zone molto ampie e di sentire in diretta spiegazioni, storie e leggende. E, last but not least, ti passano a prendere fuori dal B&B.
  • Lati negativi: ovviamente non si può decidere in autonomia dove fermarsi. Sono previste molte soste, è vero, ma  comunque non è come dire “Ehi, che bello questo posto, fermiamoci qui un’oretta!”.
  • Da tenere in considerazione: gli autisti parlano inglese. L’inglese-irlandese è più comprensibile del British English, però ehi, se non parlate inglese non aspettatevi che parlino italiano per la vostra bella faccia.

[lo dico perché una comitiva di italiani, il primo giorno, ha iniziato a fare cagnara perché “non si capisce un ca**o!!! Non può tradurre?”… ]

 

Isole Aran

I traghetti per le isole Aran partono dal molo di Rossaveal: il biglietto a/r costa 25€ e il viaggio dura all’incirca tre quarti d’ora.

Tuttavia, altri tre quarti d’ora sono necessari per andare da Galway a Rossaveal, e il biglietto a/r costa 7€ (6€ per gli studenti).

Per quanto riguarda Inis Mòr, il noleggio giornaliero della bicicletta costa 10€. Il giro col calesse o col pullmino è un po’ più caro, ma non so dire quanto… Inoltre, l’ingresso alla fortezza preistorica di Dun Aengus costa altri 3€.

CIBO

Cari compatrioti italiani: andare all’estero e pretendere di mangiare un’ottima pizza o un’ottima pasta è surreale. Il bello di viaggiare è anche scoprire nuove culture, cibo compreso… Anche quando un paese è noto per le sue bellezze naturali ma di certo non per la sua buona cucina.

cibo

 

Snobismi gastronomici a parte, c’è da dire che gli stereotipi sono veri fino ad un certo punto: anche in Irlanda è infatti possibile mangiare bene e apprezzare la cucina locale.

Alcuni esempi?

 

  • La già ampiamente citata soup of the day: è una minestra molto buona e tutti i ristoranti la propongono. Anche quelli italiani. La troverete tra gli starters, ma tenete conto che le porzioni irlandesi sono molto più ampie delle nostre e un “antipasto” a noi faceva comodamente da pranzo o cena intera. La zuppa del giorno è fatta con verdure di stagione e viene servita con fette di homemade bread e burro salato: costa circa 5€, euro più euro meno.
  • Seafood chowder: anche questa l’ho già citata. E’ ancora una zuppa a base di pesce, frutti di mare, verdure e panna. Tanta panna. E’ molto appetitosa, ma un po’ pesantuccia. Il costo si aggira sui 7€ e anche questa, nelle zone costiere attorno a Galway, la si trovava più o meno in ciascun ristorante.
  • Irish stew: è il tipico stufato irlandese d’agnello, preparato con patate, cipolle e spezie varie. E’ buono!
  • Oysters: la zona dell’Ovest è nota per le ostriche, tanto che vi si tiene persino un festival annuale, ma su queste non so dirvi altro. Odio le ostriche.
  • Fish and chips: pesce fritto e patatine fritte. Il fritto va alla grande, in Irlanda. E tutto sommato, perché non provarlo?
  • Da bere: 1) la birra costa meno dell’acqua; 2) sì, vi offriranno il caffè o il tè assieme alla pancetta fritta, fatevene una ragione.

 

Twitter: @sguardoinbilico

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