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#Ricordidiviaggio

Sarà che oggi ho ritrovato un vecchio post. Sarà che esattamente un mese fa eravamo alle Isole Aran e questa cosa mi riempie di malinconia. Sarà che poi ad un viaggio se ne collega sempre un altro, e un altro, e un altro ancora.

Fatto sta che ho riletto il vecchio post e  mi ci sono commossa: mi ha riportato indietro di qualche anno, alle sensazioni ancora fresche di viaggi recenti.

Non fatti, non nomi, ma sentimenti spezzettati.

 

Che mi ricordano quando, da piccola, aprivo l’atlante e con il ditino percorrevo i bordi frastagliati del mondo e le figure. “Andrò qui”, dicevo, “Vedrò la foresta amazzonica, il deserto e l’America”.

Ripropongo quel vecchio post perché foresta amazzonica, deserto e America ancora mi mancano, ma qualcosa ho recuperato su quei sogni di bambina.

 

♥   Di Siviglia ricordo la luce color avorio, quasi liquida, che nel silenzio della sera si dipingeva sui muri delle calle.

E fiori fucsia appesantiti dal gran caldo, ancora ammantati del loro profumo dolciastro. Siviglia era una donna languida dalla pelle color caramello e la chioma caffelatte, stesa all’ombra di un pergolato: indossava un leggero abito a fiori, un po’ sgualcito e un po’ sudato, e dormiva dopo aver fatto l’amore con il sole. 

siviglia

♥  Di Saragozza ho in mente il vestito notturno, scintillante, che sapeva di tapas e sangria.

Saragozza aveva un sorriso enigmatico, un po’ timido, come una ragazza che esce sola di sera per la prima volta: querula e schiva, viva e ritrosa, nascondeva un’anima da regina e frammenti in scarpe da ginnastica e profumava di terra e di fiume ed anche un po’ di moreschi antichi.

saragozza

♥  Sapeva di terra e di fiume almeno quanto l’Algarve sapeva di roccia e di mare.

Il Portogallo lo ricordo così, con un abito impolverato, strappato sugli orli di muri a secco, in bilico sull’infinito dell’oceano. Era silenzioso: respirava al ritmo delle onde, si perdeva nei suoi pensieri cotti al sole come gabbiani al ritorno dall’orizzonte. Antico come un pescatore, talvolta nel vento cantava ruvide melodie fatte di bianco abbacinante e rocce a picco.

algarve

♥  Londra so che mi aspetta. Aspetta tutti, Londra, e sotto le sue gonne di tartan accoglie nobili e straccioni, pragmatici e sognatori.

Quanto mi manca la frenesia di Londra e il suo essere città del mondo, una giostra che non si ferma mai e che finisce per stordire. Spesso corrucciata di nebbia, ansima nello smog e nella pioggerella, e di tanto in tanto si raddrizza la corona, un po’ scocciata. Però non caccia via mai nessuno.

No, nessuna foto di Westminster e del Big Ben. Quelle le trovate su internet.

No, nessuna foto di Westminster e del Big Ben. Quelle le trovate su internet.

♥  Mica come Mosca. Mosca ti scruta di sottecchi con il suo sguardo freddo e altero e ci vuole un po’ perché ti si conceda.

Mosca un po’ se la tira, e ti mostra il grigio prima di mostrarti l’oro: e ne ha di oro, vecchi diademi del passato di zar e zarine e pellicce e un cuore come uno scrigno. E anche uno strascico di campagna e di villaggi, lievi baluginii verdi e poveri nella casa profanata di antichi sovrani. E’ bella e impenetrabile, la capitale della Russia, e piena di contraddizioni che non sapevo spiegarmi, quando ci ho vissuto.

Foto storta, ma merita. MGU, università di Mosca.

Foto storta, ma merita. MGU, università di Mosca.


A Londra ci sono stata per lavoro. A Mosca per studio. A Siviglia, Saragozza e Portogallo per vacanza.

Ho visto anche Oslo, ma io e i paesi nordici non andiamo così d’accordo e non ho ancora ben capito perchè: forse perchè nevicava e il colore dominante, quando l’ho visitata, era il grigio. Ed è un colore che non amo.

Sono stata anche a Bristol, molto più british di Londra… Ma l’ho vissuta molto meno, un weekend e via. Insomma, dovrei rifarla. E vedere anche Bath, magari, e ritornare alle mie adorate atmosfere austeniane 🙂

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