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Alghero è splendida.

Questo post potrebbe anche finire con queste tre parole, e basterebbero. Riassumono alla perfezione tutto ciò che mi vien da dire su questo piccolo, originale gioiello italo-catalano aggrappato sulle oste nordoccidentali della Sardegna.

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Ho visto Alghero ed ho pensato a Bergamo, con una differenza sostanziale: ciò che sotto le mura di Bergamo è pianura Padana, ad Alghero è mar Mediterraneo. Le mura della città sarda si tuffano direttamente nel mare, mentre in lontananza la costa piega e si sfalda, sbriciolandosi nel Golfo di Alghero, in calette dalle acque cristalline fino ad arrivare a Capo Caccia, laggiù in fondo, sopra cui ogni sera si sfalda un intenso tramonto color rame.

Il centro di Alghero è un avvilupparsi continuo di vicoli suggestivi, di minuscoli ristoranti di pesce, di case e maioliche decorate, di botteghe orafe e di lavorazione del corallo. Sotto le mura, il porto è affollato di barche e cartelli – crociere alle Grotte di Nettuno, gite in motonave con cena e tramonto sul mare, escursioni per l’Asinara (sigh!) – e sfuma poi nella lunga e candida spiaggia di San Giovanni, forse l’unica facilmente raggiungibile a piedi: per le altre della Riviera del Corallo (Punta Negra, delle Bombarde, di Mugoni, Cala Dragunara) ci sono o le mini crociere giornaliere, oppure i pullman che percorrono la cosa fino a Capo Caccia.

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Alghero sa di mare, di antico, di semplice e di raffinato. Sa anche di Spagna: le vie portano i nomi sia in italiano che in spagnolo e la lingua catalana, a l’Alguer, è parlata ancora oggi.

E’ così facile portarsi negli occhi il ricordo delle case sulle mura infuocate dal sole al tramonto, le luci della città vecchia di notte, la strana suggestione di chiese silenziose senza crocifissi sull’altare ma con splendide statue di madonne, gli scorci di panni stesi e gatti sull’uscio difficili da far combaciare con l’idea di “città turistica”.

E poi c’è Capo Caccia con le Grotte di Nettuno.

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Alle grotte ci si può anche arrivare via mare, ma l’alternativa via terra è decisamente suggestiva: sono 648 gradini color ocra, aggrappati al fianco di una scogliera bianca a picco sul mare.Ci si sente minuscoli, ed è bellissimo. L’ingresso alle grotte costa 13 euro e la visita dura circa un’ora, ma non abbiamo avuto modo di vederle perché… Siamo arrivati troppo tardi e avremmo poi perso l’ultimo pullman per rientrare in città. Peccato, ma non troppo: la scala è già di per sé uno spettacolo (pure gratis).

Dopo i giorni selvatici e intensi a l’Asinara, il fatto che il passaggio natura-civiltà sia avvenuto in un posto bello come Alghero  e dintorni è stato un balsamo.

 

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One thought on “DISCOVERING SARDINIA: ALGHERO (SS)

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