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Cos’è (S)guardo in Bilico?

 

(S)guardo in Bilico è un modo di guardare e narrare 
la realtà che mi circonda.

È un’occasione per puntare gli occhi, il cuore e l’attenzione sulle strade che incrociano le mie. È uno spazio per raccogliere appunti di viaggio e riflessioni, ma anche favole, leggende, credenze e i vari “si dice che” nascosti più o meno in ogni angolo di mondo.

(S)guardo in Bilico è perché sono sempre stata una collettrice di storie.

 

Sono costantemente in equilibrio tra realtà e fantasia, tra ascolto e narrazione e sto imparando che ogni viaggio – che sia all’estero o nel quartiere dietro casa – offre spunti, suggestioni, ricordi.

Quante volte camminiamo per le solite strade senza accorgerci di ciò che ci circonda, senza chiederci “Perchè?” o senza stupirci? Quante volte avremmo voluto sapere “Che significa questa cosa? Come mai ha questo nome? Perché si dice così?” e non abbiamo saputo darci una risposta?

A me capita spesso.

Tanto spesso che ho iniziato a fare domande, ogni volta che mi muovo.Ho cominciato a chiedere alle persone, agli anziani, ma anche alle brochure, ai libri, alle raccolte.

 

Ho scoperto che dietro ogni angolo sta acquattata una potenziale storia: è tutta questione di (s)guardo.

 

Ho scoperto la Milano nelle parole degli anziani che ancora ricordano i Navigli, gli spiritelli dispettosi della tradizione popolare dell’alta bergamasca, le isole fatate irlandesi, ma anche storie d’amore e d’amicizia, gesti di sfida e anelli simbolo di lealtà.

(S)guardo in bilico vuole essere un modo per fissare voci, racconti, leggende, fiabe, storie popolari che narrino i luoghi vicini e lontani. Ma vuole anche essere uno spazio per le mie storie.

(S)guardo in bilico è un po’ il contenitore della mia curiosità, delle strade che ho percorso o percorrerò e di ciò che raccoglierò man mano.


Chi sono io?

Mi chiamo Erica Balduzzi e ho 27 anni.

Bergamasca, ma aspirante cittadina del mondo e con attuale residenza milanese, sono innamorata della mia terra così come di tutte le altre e amo viaggiare, leggere, conoscere e dibattere.

Sia divoratrice di libri che capace di “far parlare anche i sassi” (cit. mia madre), credo ancora in un mondo in cui le parole, l’arte e la letteratura possano rendere l’uomo un essere migliore: se poi la storia mi smentirà, spero che tutto questo, almeno, avrà reso me una persona un po’ migliore.

Forse è per questo che ho sempre scritto, da quando ne ho memoria: filastrocche, poesie, ma anche fiabe, racconti e poi articoli e reportage.

Sono laureata in Diritti Umani ed Etica per la Cooperazione Internazionale e ho alle spalle una laurea triennale in Lingue e Letterature Straniere. Ho collaborato come (aspirante) giornalista con alcune testate locali bergamasche, con alcuni progetti editoriali e con il giornale on-line Diritto di Critica, che ho visto nascere e crescere dal 2009 fino ad oggi grazie al lavoro di un’ottima squadra di “gente con le palle”. Adesso collaboro con l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie (sempre per restare in tema di “gente con le palle” che ho avuto la fortuna di incontrare) e faccio parte dell’associazione culturale ArtèOfficina.

Questo blog nasce per coniugare, in qualche modo, le mie tre aspirazioni più grandi: scrivere, narrare e viaggiare. E soprattutto tenere gli occhi sempre aperti sul mondo, e ancora capaci di stupirsi.

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